lunedì 1 Marzo 2021
Vivere sani

Agroalimentare, la disciplina europea dei controlli ufficiali

Gli operatori del settore potranno avvalersi di un testo unico per la filiera su salute, sicurezza e benessere

21 Febbraio 2021

Poco prima che il mondo intero venisse travolto dalla pandemia, precisamente il dicembre 2019, è divenuto applicabile in Italia il Regolamento UE n. 625/2017 avente come oggetto modifiche e integrazioni alla disciplina dei controlli ufficiali nel settore agroalimentare.

 

La legislazione alimentare europea e italiana brillano particolarmente per l’attenzione e la tutela della salute dei consumatori, degli operatori del settore e, naturalmente, di animali e piante che, debitamente trasformati o lavorati, diventano gli alimenti e bevande di cui ci nutriamo. Tale corpus normativo scontava, tuttavia, il limite della mancanza di uniformità, a livello transnazionale, delle procedure di controllo ufficiali – cioè disposte d’imperio dall’Autorità – rispetto, per esempio, a quella delle procedure di autocontrollo – ossia poste in essere dagli operatori del settore – ancorate ai cosiddetti principi HACCP recepiti e applicati, pressoché uniformemente, in tutti gli stati dell’Unione.

 

Il Regolamento di cui trattiamo, che abroga, tra gli altri, i regolamenti (CE) n. 854/2004 (disciplina sui controlli ufficiali) e (CE) n. 882/2004 (specificamente diretto ai controlli sui prodotti di origine animale), nasce quindi con lo scopo di creare un quadro armonizzato a livello dell’Unione Europea per l’organizzazione dei controlli ufficiali nell’intera filiera agroalimentare, razionalizzando e semplificando tutta la normativa precedente, inglobando anche materie prima escluse quali, a titolo esemplificativo, la sanità delle piante, i sottoprodotti di origine animale, le sostanze e i residui nei prodotti di origine animale, le produzioni biologiche, l’etichettatura.

 

In particolare si prefigge di disciplinare la verifica dell’osservanza delle norme nei seguenti ambiti:

 

a) alimenti e sicurezza alimentare, integrità e salubrità, in tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione di alimenti, comprese le norme volte a garantire pratiche commerciali leali e a tutelare gli interessi e l’informazione dei consumatori, la fabbricazione e l’uso di materiali e oggetti destinati a venire a contatto con alimenti;

 

b) l’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati (OGM) a fini di produzione di alimenti e mangimi;

 

c) la sicurezza dei mangimi in qualsiasi fase della produzione, della trasformazione, della distribuzione e dell’uso di mangimi, comprese le norme volte a garantire pratiche commerciali leali e a tutelare la salute, gli interessi e l’informazione dei consumatori;

 

d) le prescrizioni in materia di benessere e salute animale;

 

e) la prevenzione e la riduzione al minimo dei rischi sanitari per l’uomo e per gli animali derivanti da sottoprodotti di origine animale e prodotti derivati;

 

f ) le misure di protezione contro gli organismi nocivi per le piante;

 

g) le prescrizioni per l’immissione in commercio e l’uso di prodotti fitosanitari e l’utilizzo sostenibile dei pesticidi, a eccezione dell’attrezzatura per l’applicazione di pesticidi;

 

h) la produzione biologica e l’etichettatura dei prodotti biologici;

 

i)  l’uso e l’etichettatura delle denominazioni di origine protetta, delle indicazioni geografiche protette e delle specialità tradizionali garantite.

 

La metodologia unica dei controlli sarà ancorata al principio dello studio del rischio globale lungo tutta la catena agroalimentare; la loro frequenza sarà collegata ai rischi che un prodotto o un processo presenta per quanto riguarda la frode, la salute, la sicurezza, il benessere degli animali o in alcuni casi l’ambiente, utilizzando a tal fine anche dati storici relativi a precedenti di non conformità riconducibili all’operatore economico oggetto di verifica o la probabilità che i consumatori siano indotti in errore circa la proprietà, la qualità, la composizione o il Paese di provenienza del prodotto alimentare.

 

I controlli ufficiali verranno eseguiti senza preavviso (a meno che ciò non sia strettamente necessario) e potranno riguardare anche prodotti acquistati on line, in forma anonima, esclusivamente a fini di utilizzarli quali campioni di controllo.

 

Per quanto riguarda il benessere degli animali, verranno stabiliti centri di riferimento dell’UE per la realizzazione di studi scientifici e tecnici, lo svolgimento di corsi di formazione e la diffusione dei risultati della ricerca e le informazioni sulle innovazioni tecniche.

 

Viene infine ribadita e rafforzata la necessità della cooperazione e assistenza amministrativa tra i Paesi dell’Unione Europea al fine di garantire l’applicazione transfrontaliera delle norme lungo la catena agroalimentare.

 

Gli Stati membri dovranno facilitare lo scambio di informazioni, tra le rispettive autorità competenti e di controllo, su eventuali casi di non conformità onde permetterne una più rapida ed efficiente individuazione circoscrivendone così gli effetti nocivi con maggior tempestività e precisione e ciò potendo avvalersi anche della creazione di un Sistema di Gestione Integrato per i controlli ufficiali (IMSOC – Integrated Management System for Official Controls) che integrerà e sostituirà tutti i sistemi informatici già esistenti per garantire un uso ottimale dei dati e accelerare lo scambio di informazioni.

 

Indubbi saranno, a mio avviso, i vantaggi per la tutela della salute pubblica dati dalla possibilità per tutti gli operatori del settore agroalimentare, privati e istituzionali, di avvalersi di un testo unico in una materia così complessa e articolata e mi piace evidenziare – e ciò risulta ancor più di attualità dato il grave momento di emergenza sanitaria che stiamo vivendo – come il “nostro mondo”, sia a livello tecnico sia normativo, ormai da diversi decenni pone la salute, la sicurezza e il benessere di tutta la filiera al primo posto.

 

(ph: Shutterstock)

Michelangelo Muraro
Promotore del gusto italiano

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