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Cefalee: SphenoCath, una rivoluzionaria soluzione

Il dispositivo è stato definito da molti esperti "l'uovo di Colombo" del trattamento specifico

20 Dicembre 2020

Nel 2013 il dott. S. Eldredge ha depositato il brevetto per un dispositivo medico per il trattamento di diverse forme di cefalea primaria, dolori facciali e nevralgie trigeminali.

 

L’innovazione introdotta da SphenoCath (questo il nome del dispositivo) è stata definita da molti esperti come “l’uovo di colombo” di un annoso quesito: come poter raggiungere il ganglio sfeno palatino in maniera non invasiva, ovvero evitando di dover ricorrere a procedure chirurgiche o ad altri interventi comunque non privi di possibili complicanze o sequele?

 

Cefalee e ganglio sfeno palatino: quale correlazione?

E molti si chiederanno, cosa c’entra il ganglio sfeno palatino con le cefalee, i disturbi emicranici, i dolori facciali e la nevralgia del trigemino? Un’autorevole spiegazione in merito proviene da uno studio pubblicato nel 2015 da un gruppo di neurologi americani che fa capo al dott. Robbins, il quale chiarisce come la comunità scientifica ritenga che questo ganglio “giochi un ruolo fondamentale nella fisiopatologia di diverse forme di cefalee, emicrania e dolori facciali atipici”.

In realtà lo studio mette in luce un secolo di ricerche ed attività cliniche svolte dagli specialisti, volte ad indagare ed analizzare i risultati positivi spesso ottenuti attraverso l’instillazione di una soluzione di anestetico locale (o di altri concentrati galenici) attraverso il naso, che è direttamente collegato con il ganglio attraverso i turbinati medi e la fossa pterigopalatina.

 

 

Raggiungere il ganglio finalmente si può…

Proprio per questo prima dell’avvento di SphenoCath venivano inseriti attraverso le narici dei bastoncini tipo cotton fioc, imbevuti di una soluzione spesso a base di anestetico locale, in modo tale che qualche goccia del concentrato potesse raggiungere il ganglio, con l’obiettivo di ridurre al paziente la frequenza degli attacchi ed il dolore ad essi associato. Nonostante i benefici riportati, questa procedura risultava essere spesso fastidiosa per il paziente, che doveva ripetere settimanalmente dei cicli di diverse sedute di blocco con i cotton fioc, della durata di qualche decina di minuti ciascuno.

SphenoCath ha rivoluzionato questa procedura: il catetere, visibile nella figura sottostante, è costituito di una superficie morbida ed a-traumatica in tungsteno, in grado di accedere attraverso la narice in pochi secondi minimizzando il fastidio per il paziente. Attraverso il catetere viene solitamente inserito qualche unità di soluzione anestetica che “bagna” interamente il ganglio, diversamente dalle applicazioni con  cotton fioc dove solo qualche goccia di soluzione raggiunge il ganglio target del trattamento.

 

 

Il tutto dura una decina di secondi, come potrete visualizzare dal video del dott. Chad Stephens, che riassume in maniera chiara quanto fin qui descritto:

 

 

Diversi pazienti hanno riportato una diminuzione degli attacchi di cefalea e del dolore, nonché una riduzione dei farmaci assunti per controllare gli attacchi stessi: la casistica statunitense, dove ogni anno dal 2013 vengono effettuati circa 30.000 casi, mostra come gli eventuali benefici di un singolo trattamento possano estendersi da qualche settimana fino a qualche mese, lasciando al medico specialista la possibilità di ripetere il trattamento al paziente all’insorgenza dei sintomi.

 

SphenoCath è un presidio medico di classe I ed il suo impiego è possibile solo da parte di un professionista medico sanitario, come scritto nelle indicazioni d’uso del prodotto.

 

(ph: Shutterstock)

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