lunedì 1 Marzo 2021
Dall'Italia

Quando a fare il tifo è il Covid

Stadi chiusi e tifosi assembrati fuori. Paradosso, mancanza di senso civico o di regole?

22 Febbraio 2021

In migliaia dall’una e dall’altra parte dello stadio Meazza di Milano senza mascherine, intonando cori e assembrati. 
Scene che per un attimo hanno riportato alla mente i tempi “normali”. Ma consapevoli di essere ben lontani dalla “normalità”, oltretutto in una Regione, la Lombardia, dove i dati più recenti del contagio non sono per nulla confortanti.

Eppure, per le tifoserie di Milan e Inter violare le regole anti-Covid non è stato un problema.
E qui la domanda sorge spontanea: “Stadi chiusi e tifoseria fuori, tutto questo ha senso?”.

 

Un’ordinanza per evitare che i tifosi si ritrovino al di fuori dello stadio allora? Inutile ribadire che l’assembramento è già vietato. E quindi fermare ancora una volta lo sport sarebbe la sola alternativa a tutto questo?

O forse il tutto poteva essere evitato con uno spiegamento ulteriore di forze dell’ordine? Un caso, quello del derby giocato ieri, che certamente porterà a nuove riflessioni in materia di misure restrittive. O almeno, si spera.

 

Perché sinora a fare il vero tifo è stato il Covid. Con buona pace delle misure restrittive.

(ph: Imagoeconomica)

R V

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *