lunedì 1 Marzo 2021
Approfondimenti

Vaccino anti Covid: 65% italiani vuole farlo appena possibile

Presentata ricerca Agenas e Sant'Anna di Pisa

19 Febbraio 2021

Per il 69,4% della popolazione italiana, il vaccino è il modo più rapido per tornare alla normalità, e più del 65% degli intervistati sono disposti a vaccinarsi contro il Covid-19. Sono i dati emersi da un’indagine condotta dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e il Laboratorio Management e Sanità (MeS) dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Lo studio ha coinvolto 12.322 residenti di tutte le Regioni e Province autonome, fotografando le attitudini della popolazione italiana nei confronti del vaccino e della vaccinazione contro il Covid-19.

Secondo il rapporto, solo il 17,6% degli italiani non sembra intenzionato a vaccinarsi. La fascia di popolazione che più sembra propensa alla vaccinazione è quella sopra i 65 anni (75,4%), mentre le percentuali di disaccordo maggiori (22,2%) si concentrano nella fascia d’età 35-44.

 

«Sono molto soddisfatto della collaborazione con il Laboratorio Management e Sanità (MeS) della Scuola Superiore Sant’Anna – dichiara Domenico Mantoan, direttore generale di Agenas – perché il lavoro che abbiamo presentato permette di segnalare alcune linee di azione che i policy maker nazionali e regionali potrebbero trovare utili per colmare il divario di implementazione della campagna vaccinale». Agenas, ha  ricordato Mantoan, «è un ente pubblico non economico e si configura come organo tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale, che svolge attività di ricerca e di supporto nei confronti del ministro della salute, delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano. Questo lavoro ne è la dimostrazione».

 

 

«La popolazione è propensa a vaccinarsi ma chiede di più, soprattutto più informazione – ha spiegato all’agenzia di stampa Dire Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa –. La stragrande maggioranza ha ricevuto informazioni dalla televisione, seguono internet e i social. Grandi assenti le istituzioni sanitarie. La richiesta è di avere molta più informazione da questi soggetti di cui i cittadini si fidano: istituzioni sanitarie, i medici, i professionisti. Per aumentare la propensione a vaccinarsi – continua la Rettrice – una serie di aspetti di tipo organizzativo-logistico saranno determinati. Come ad esempio la facilità di accesso ai luoghi di vaccinazione, la chiarezza nelle modalità di prenotazione e nella velocità di svolgimento della vaccinazione».

 

«Abbiamo ritenuto necessario applicare questo metodo scientifico nella valutazione della propensione della popolazione a vaccinarsi. Questa indagine serve anche a capire quali sono i correttivi e le innovazioni che il decisore politico regionale che è deputato all’organizzazione della campagna vaccinale può attivare per migliorare l’adesione della campagna vaccinale». Domenico Mantoan presenta così la ricerca a cura del laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna e dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.

«Credo che siamo la prima esperienza della comunità europea di uno Stato che ha un approccio scientifico per valutare l’adesione, i comportamenti e i metodi per migliorare la campagna vaccinale – ha aggiunto Mantoan – Agenas e Sant’ Anna di Pisa lavoreranno nei prossimi anni su molti altri temi».

 

(ph: Imagoeconomica)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *