sabato 23 Gennaio 2021
Approfondimenti

VSalute a DOCTOR COVID. Ospite il dott. Stefano Chiaramonte, nefrologo

L'esperto: «Il Coronavirus trova nelle patologie croniche terreno fertile»

12 Gennaio 2021

Oggi ospiti della puntata di DOCTOR COVID, format di Mondosanità, il dott. Stefano Chiaramonte, nefrologo e responsabile del Progetto “rischio cardiovascolare”, e la giornalista Daniela Boresi, direttore responsabile di VSalute.it

 

Ad introdurre l’incontro Daniela Boresi, con un focus sul Veneto: «Regione che sta vivendo un momento concitato, come poi tutta Italia. Vi è tanta attenzione sui vaccini. Oggi all’ISS sono arrivate le dosi del Moderna e si attende AstraZeneca. Il Veneto ha nel frattempo effettuato una vera e propria vaccinazione di massa sugli operatori sanitari e nelle RSA».

 

Il dott. Chiaramonte ha spiegato nel corso del suo intervento: «Il Covid è una malattia virale che ha un bersaglio principale nell’apparato polmonare ma che colpisce anche altri organi ed apparati e trova nella presenza di una patologia cronica un terreno fertile per svilupparsi in maniera incontrollabile determinando spesso esiti infausti. Chi soffre di una patologia cronica non ha una maggior probabilità di contrarre il virus rispetto ad altri soggetti ma presenta una comorbidità che condiziona l’evoluzione del Covid.

 

Alla domanda se, per chi ne fa uso, la Cardiospirina può essere utile contro il Covid, il nefrologo risponde: «In corso di Covid si verifica una grave condizione di ipercoagulabilità del sangue con sviluppo di trombosi arteriose e venose. I farmaci che usiamo nelle patologie cardiovascolari sia come indicazione terapeutica sia come profilassi non devono essere sospesi ma possono rappresentare un fattore di protezione nei confronti della complicanza introdotta dal virus.  Nel caso specifico del Covid, l’Aspirina accanto all’Eparina  è una terapia di fondamentale importanza specie nei casi complicati».

 

Se spostiamo il discorso sulle casistiche, «i morti causati fino ad ora dal Covid sono oltre 1 milione e 700mila» spiega l’esperto «mentre, le vittime delle malattie cardiovascolari ogni anno nel mondo ammontano a oltre 17 milioni. Questo, purtroppo, sembra oggi un problema quasi trascurato o comunque dimenticato».

 

In caso di sospetto infarto posso andare al Pronto Soccorso o corro il rischio di contagiarmi?

«Bisogna assolutamente andare al Pronto Soccorso, senza indugio.  ̶  spiega il dott. Chiaramonte  ̶   Non bisogna aver paura di contrarre il virus. I Servizi di Pronto Soccorso infatti hanno due percorsi differenziati, uno per i pazienti Covid e l’altro per i pazienti non Covid. Quindi, la risposta è sì, bisogna rivolgersi al 118 o recarsi al Pronto Soccorso il prima possibile».

 

Alla domanda se il soggetto iperteso è più predisposto a prendere il Covid, il medico risponde: «Non si è più predisposti ad ammalarsi ma, in caso di infezione, vi è un rischio di complicanze più elevato, come per tutti i pazienti affetti da patologie croniche. Il fumatore, ad esempio, che solitamente già presenta un quadro di bronchite cronica, nel momento in cui incontra il virus, può rischiare di trovarsi in una situazione grave».

 

Alla domanda se un’alimentazione sana e corretta può essere un’arma contro il virus, il nefrologo commenta: «Un’alimentazione sana e corretta dovrebbe accompagnarci sempre. Non dobbiamo aspettare di trovarci di fronte al Covid per rivedere le nostre abitudini alimentari. Il nostro sistema immunitario che rappresenta la nostra difesa contro il virus risente dello stato del nostro organismo. Si può semplificare dicendo che una manutenzione regolare assicura un miglior funzionamento a tutta la macchina. Certamente quindi una dieta sana ed equilibrata può aiutare a rispondere meglio all’infezione».

 

Chiaramonte ricorda quanto sia importante la prevenzione, oggi più che mai, e il corretto stile di vita: «Necessario rispettare le norme anti contagio, ossia indossare la mascherina, lavare bene e igienizzare le mani e mantenere il distanziamento».

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